
Esplora la geografia di Bir Tawil, un principato tra Egitto e Sudan che copre 2.060 km², con potenziali risorse idriche sotterranee
La geografia di Bir Tawil, caratterizzata da paesaggi desertici e terreni aridi, fa da sfondo al Principato di Bir Tawil, il cui nome significa “pozzo profondo”, che si estende su circa 2.060 chilometri quadrati lungo il confine tra Egitto e Sudan. Anche se spesso è chiamato “Triangolo di Bir Tawil”, in realtà ha una forma quadrangolare.
La geografia di Bir Tawil è in parte definita dal confine settentrionale che segue il 22° parallelo nord. Non ci sono fiumi permanenti, anche se il Nilo — il fiume più importante dell’Africa — scorre non lontano. Bir Tawil fa parte di un bacino endoreico ed è talvolta attraversato da wadi, corsi d’acqua stagionali che si attivano solo durante piogge eccezionali.
Non ci sono fiumi, laghi né accesso al mare. Tuttavia, l’acqua non è del tutto assente: il nome stesso richiama l’esistenza storica di falde acquifere sotterranee. L’acqua sotterranea, sebbene profonda e difficile da raggiungere, è l’unica fonte potenziale di approvvigionamento idrico in questa zona arida. L’intera area è desertica, caratterizzata da calore estremo e forti escursioni termiche tra giorno e notte.
Storicamente, Bir Tawil è servita come zona di pascolo stagionale per gli Ababda, una tribù nomade della zona di Assuan, in Egitto. Il clima è tipicamente desertico: giornate torride, notti fresche, piogge quasi inesistenti.
Sebbene la costa del Mar Rosso non sia lontana, è separata da Bir Tawil dalla catena montuosa del Parco Nazionale di Gebel Elba, che raggiunge i 1.911 metri di altitudine. Questa catena influisce lievemente sul microclima, ma non ne attenua la severità generale. Nonostante tutto, si stanno studiando riserve d’acqua sotterranea nella regione e la geografia di Bir Tawil promette bene.
Geografia di Bir Tawil: Jebel Hagar ez Zarqa e la Sfida dell’Insediamento Umano
Il settore orientale della geografia di Bir Tawil, con rilievi rocciosi e wadi stagionali, potrebbe rappresentare una zona strategica per lo sviluppo. Secondo il ricercatore Fabio Vita, qui potrebbero esserci acquiferi naturali, utili per raccogliere acqua piovana in bacini artificiali alimentati dai wadi. Questa valutazione si lega al piano di riorganizzazione territoriale, che propone lo spostamento della capitale — attualmente a nord, vicino al confine egiziano (Stazione Marianne I) — verso una posizione più centrale e favorevole.
Malgrado le difficoltà, la fondazione della Stazione Marianne rappresenta un passo verso una presenza sostenibile in questo territorio non rivendicato. Nel 2014, Alastair Bonnet ha descritto Bir Tawil come l’unico luogo abitato non riconosciuto come stato. Rimane quindi fuori dal controllo di qualsiasi potere nazionale.
L’iniziativa ha anche un valore culturale e umanitario: offrire una base stabile alle tribù nomadi storicamente legate a Bir Tawil, come gli Ababda e i Bishari, popolo beja del Sudan nordorientale. Per questo è importante analiyyare a fondo la geografia di Bir Tawil. Una futura Stazione Marianne II, ben posizionata, potrebbe fungere da centro logistico e idrico per queste comunità, promuovendo una ripopolazione controllata del territorio.
Bir Tawil: Il Principato del Nulla che Incanta il Mondo
La geografia di Bir Tawil è dominata da paesaggi desertici, altopiani rocciosi e letti fluviali asciutti. Oltre alla sua unicità geopolitica, il Principato punta su tre direttrici: turismo estremo, agricoltura sperimentale e energie rinnovabili. Inoltre, la geografia di Bir Tawil ha storicamente supportato la mobilità delle tribù nomadi come gli Ababda e i Bishari.
Come terra non rivendicata, Bir Tawil attira naturalmente viaggiatori e documentaristi. Questo ha favorito il turismo di nicchia con trekking nel deserto, campi attrezzati e osservazione astronomica. Si stanno testando anche coltivazioni idroponiche, che usano acqua arricchita di nutrienti al posto del suolo, perfette per zone aride.
Le energie rinnovabili, in particolare solare fotovoltaico e termico, sono centrali nel progetto basato sulla geografia di Bir Tawil. Il Principato intende diventare un laboratorio a cielo aperto per tecnologie destinate ad ambienti estremi. Nonostante l’ambiente ostile, la Stazione Marianne vuole diventare un centro stabile per ricerca, esplorazione e innovazione nel deserto. Un paese che “non esiste” — ma che si può visitare!